Sentirsi un corpo estraneo
Avete mai provato quella sensazione per cui ad un certo punto avete iniziato a sentirvi un corpo estraneo in un contesto dove fino ad un attimo prima vi sentivate perfettamente a vostro agio?
Magari vi è capitato con una compagnia di amici, quelle persone con le quali siete cresciuti vi sembrano diverse, fate pensieri come:
"Ma cosa dice Mario? non credevo la pensasse così"
"Pff ancora? sempre le solite cose, proprio non mi va di stare con loro".
Piano piano iniziate a rendervi conto che qualcosa si è rotto, probabilmente non sapete esattamente cosa ma percepite che non è più come prima. Ed è triste (almeno io queste situazioni le vivo così) perché in quelle relazioni si è investito tempo ed energie, si sono condivise esperienze e confidenze. Si sono costruiti rapporti durati anni e che hanno fatto crescere entrambe le parti. Percepire che quella fase della vita si sta esaurendo porta un velo di malinconia.
Magari vi è capitato a lavoro, come sta accadendo a me ora. Ho la sensazione di vivere la giornata in terza persona, come se non fossi veramente io durante quelle ore, come se stessi guardando qualcun altro seduto al mio posto. E nonostante c'è chi dice che "ma si, è solo lavoro", tale situazione mi fa star male. Tirato tra la paura di non riuscire ad uscirne e il senso di colpa verso chi mi ha dato fiducia.
Un rapporto di lavoro è comunque un rapporto, due entità che hanno imparato a conoscersi e che sono cresciute insieme. Essere consapevole che tale rapporto sia probabilmente alle battute finali è triste.
Nessuno ha colpa, in realtà. Forse solo il tempo. Quel tempo che cambia le cose anche se non vorremmo che lo facesse.