10 giorni di paternità sono assolutamente insufficienti

10 giorni di paternità sono assolutamente insufficienti
Photo by Kelli McClintock / Unsplash

Diventare padre è una delle esperienze più belle del mondo: lo immaginavo prima e lo confermo adesso. Ma è anche una delle più impegnative.

I neonati hanno bisogno di attenzioni continue, questo è noto. Quello che a mio parere non si sottolinea abbastanza è che anche la neomamma ha bisogno di attenzioni costanti, di supporto e di qualcuno con cui dividere la fatica di questa nuova avventura. Dovremmo essere noi papà a svolgere questo ruolo. Peccato che per la legge italiana questo si traduca in una miseria: 10 giorni, un periodo assolutamente insufficiente.

3 giorni passano in ospedale (se tutto va bene e non ci sono complicazioni), ne rimangono 7. In 7 giorni a casa non si ha nemmeno il tempo di conoscersi e di trovare un nuovo equilibrio. Sono veramente troppo pochi.

La mamma viene assorbita quasi completamente dal piccolo, al punto da non avere il tempo per una doccia o per mangiare senza tenerlo in braccio o sentirlo piangere (no, non si riesce a lasciarlo giù se non vuole. Vi assicuro che farà venire giù i muri con le urla finché non verrà ripreso in braccio. Vi sfido a stare tranquilli con una sirena in casa che quasi si soffoca da quanto si sgola) . Anche se lo stato sembra non ricordarsene, i genitori sono due e sarebbe giusto che in due se ne prendessero cura. E non sto parlando solo di giusto in termini di "dovere", ma anche di "piacere" : io vorrei con tutto il mio cuore passare le giornate con mia figlia aiutando di riflesso anche mia moglie. Ma non lo posso fare. La mamma si deve perciò fare carico di quasi tutta la gestione ancor di più di quanto non debba fare normalmente. Trovo che sia profondamente ingiusto.


Cosa cambierebbe con un congedo più lungo?

Se anche i papà potessero usufruire di un congedo obbligatorio più lungo, simile a quello della madre, i benefici sarebbero enormi:

  • Dividere più equamente l'impegno tra i due genitori.
  • Permettere anche al padre di sviluppare un legame profondo con il bambino, senza dover dividere le energie tra lavoro e famiglia.
  • Migliorare la parità di genere sul lavoro (basta domande come "Ha intenzione di avere figli?" rivolte solo alle donne).
  • Ridurre la dipendenza dai nonni, spesso data per scontata ma non sempre possibile.
  • Incentivare la natalità.
  • Promuovere un cambiamento culturale in cui la crescita dei figli sia responsabilità di entrambi i genitori.

E nel resto d'Europa?

NB: Qui sotto riporto il dettaglio del congedo obbligatorio e dove non specificato si intende uguale per entrambi i genitori.

Ad oggi, nel 2025:

Spagna: 112 giorni (16 settimane)

Svezia: 90 giorni (13 settimane circa)

Finlandia: 160 giorni (circa 20 settimane)

Portogallo: Tra 120 e 150 giorni (tra le 16 e le 20 settimane) per la madre, 28 giorni (di cui 20 obbligatori subito dopo la nascita) per il padre

Francia: 56 giorni (8 settimane) per la madre, 7 giorni per il padre

Germania: 98 giorni (14 settimane) per la madre, nessun congedo di paternità specifico per il padre ma un "congedo parentale" flessibile

Se è vero che alcuni Paesi non sono così distanti dalla nostra situazione, ce ne sono altri dove la differenza è abissale. Come mi dicevano i miei genitori da bambino "Non devi guardare quelli peggio, devi guardare quelli meglio!"

Un passo avanti è stato fatto, se pensiamo che prima dell'agosto 2022 i giorni erano solo 3. La speranza è che la situazione migliori ancora, per allineare finalmente le esigenze delle neofamiglie a quelle di una società moderna, dove l'onere e l'onore della genitorialità siano davvero equamente condivisi.